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È SEMPLICE TROVARE I COLLABORATORI?

“Pochi sono gli uomini squadra, perché solo pochi sono così grandi da pensare al bene comune prima che a sé stessi.”
Anonimo

Se vuoi una risposta secca alla “provocazione” del titolo eccola: no, per niente, tutt’altro, manco per… Ma qui non siamo in ambiente social network e non vogliamo distruggere tutto per ottenere qualche facile like o il commento di qualche sfigato!

Sappiamo bene che trovare collaboratori capaci è possibile ed è questo il secondo compito di ogni imprenditore. Il primo te lo lascio indovinare… tanto se lo indovini non vinci nulla: hai solo fatto bene il tuo compito ed è merito tuo. Se sbagli non perdi niente, ma potrai sempre dire che la colpa è mia, perché non sono stato abbastanza chiaro o “incoraggiante”. Sei d’accordo?

Bene, riprendiamo il percorso iniziato in altri articoli, in cui abbiamo esplorato le 3P (Patrimoni, Principi, Prospettive) che rappresentano lo schema del nostro libro i 10 comandamenti per l’impresa alimentare (10COM).

Il 13% delle pagine del libro è dedicato alla costruzione e gestione della squadra di collaboratori. Lì potrai scoprire come realizzare opportunamente il “pilastro” delle attività di successo: la squadra di collaboratori, appunto! In questo momento vorrei spingermi oltre e offrirti un metodo concreto, semplice ed efficace per rispondere alla domanda di partenza.

Prima però è doveroso fare una premessa. Quando parlo di collaboratori, mi riferisco a 4 tipologie di persone: familiari, soci, dipendenti a qualsiasi “titolo”, esterni più o meno occasionali (consulenti, professionisti, ecc.).

A prescindere dal numero, è evidente che un’attività non può contare solo sulle abilità (skills) di una singola persona, principalmente del/della titolare. Per quanto capace, potrà eccellere in alcuni campi ed essere un disastro in altri, come tutti gli esseri umani del resto.

Di conseguenza, è bene che un’impresa si strutturi pensando a quale tipo di organizzazione sia più idonea al raggiungimento degli obiettivi dei due/tre anni successivi. A proposito, sapresti indicare i tuoi obiettivi dei prossimi due/tre anni?

E poi? Non c’è un “poi”, c’è un “durante”. La squadra dei collaboratori deve essere snella e flessibile per rispondere tempestivamente ai cambiamenti del mercato. Punto.

Mi dirai: la fai facile tu! Permettimi di risponderti: se non ti prendi cura della “plasticità” della tua squadra, farai la fine delle tante aziende che sono in crisi o che, in alcuni casi, sono sottodimensionate perché i titolari “fanno da tappo”, per essere semplici e schietti.

Se preferisci affrontare il viaggio senza una squadra adeguata, provaci pure. Vorrei farti una domanda: scaleresti il Monte Bianco avendo come compagni di viaggio la “ciurma” di una barca a vela? Sono certo che hai compreso cosa voglio dire e mi auguro che tu stia portando la tua attività verso quelle mete che possono farti sentire realizzato. Ah, per inciso: non credo che riusciresti a convincere la ciurma a seguirti in questa follia, ma era solo un esempio.

Tornando alle 4 tipologie di “collaboratori”, possiamo subito dire che alcuni li hai scelti, ad altri non hai potuto dire di no. Chi sono? In genere si tratta di figli, nipoti, figli di amici, amici degli amici, e così via. Della categoria “quelli-a-cui-non-ho-potuto-dire-di-no” fanno parte moglie/marito, suocero/suocera, fratello/sorella, cognato/cognata.

Mi fermerei qui per non finire lo spazio dell’articolo. Ma se non lo hai fatto prima – dire di no – non è detto che tu non possa cominciare a farlo: è solo una scelta. Troppo spesso, nelle mie frequenti visite nelle aziende del settore, mi accorgo che non sempre quello che funziona nella coppia è funzionale all’attività, all’impresa.

Se il 90% delle PMI italiane sono aziende con meno di 10 dipendenti e principalmente a conduzione familiare, ovviamente esiste un patrimonio culturale che, come dicevo, rappresenta una particolarità da tutelare e valorizzare, ma solo in alcuni casi. In altri, sono questi stessi patrimoni a rappresentare una condizione “limitante” per la crescita delle aziende stesse.

Allora che fare? Butto i genitori fuori dalla porta e cambio la serratura? Sciolgo i suoceri nell’acido? Attendo che mia sorella apra gli occhi e capisca che razza di … ha sposato? Aspetto pazientemente il mio turno e intanto ingoio rospi a non finire? Le soluzioni possono essere tante e ti garantisco (ma lo saprai di certo) che moltissime aziende vanno in crisi proprio per mancanza di prospettive condivise dai titolari o dai soci. Ma di questo ci occuperemo in altri articoli.

Per adesso valutiamo cosa fare per scegliere i collaboratori delle categorie dipendenti ed esterni. Ecco le domande iniziali alle quali è preferibile rispondere prima di intraprendere qualsiasi altra azione:

  • Se la persona è utile per l’attività, per cosa è utile? (KPI, qualifica, funzioni-mansioni-ruolo, job-description)
  • Per quanto tempo ci serve? (ore, settimane, mesi, stagioni, ecc.)
  • Che proposta intendiamo fare? (metodo di lavoro, turni, orari, retribuzioni)
  • Siamo disposti a formarla?
  • Se sì, quanto tempo dedicheremo alla sua formazione?

Se le risposte a queste ultime due domande sono rispettivamente “No” e “In questo momento non abbiamo tempo da dedicare alla sua formazione”, lascia perdere subito. Stai solo sprecando energie e risorse, a meno che non trovi una persona già “navigata” che comprende al volo le tue esigenze e le trasforma in risultati eccellenti. Se si chiama Mago Merlino, avvisa la polizia: lo stanno cercando da tempo!

Se non trovi il tempo per cercare, trovare, formare e inserire la persona nel suo ruolo all’interno dell’azienda, ben presto ti accorgerai di aver dilapidato le tue risorse e prima o poi passerai alle fasi di delusione, scoraggiamento, rabbia, rancore, frustrazione e così via, fino alla depressione personale e aziendale.

Brutto, molto brutto, non trovi? Ti ricordo, semmai non l’avessi presente, che i collaboratori sono l’investimento maggiore per qualsiasi organizzazione aziendale. Se pensi di investire poco sul patrimonio umano della tua attività, puoi già immaginare che risultato otterrai: è meglio che cambi mestiere!

Fortunatamente, grazie anche alla lettura di questo articolo, hai compreso che tipo di collaboratore stai cercando per la tua azienda e cosa sei disposto a investire. A questo punto puoi far sapere che stai cercando una persona valida da inserire nello staff.

Anche in questo caso ci sono diverse opzioni da esaminare. Fai attenzione, queste scelte saranno parte integrante del risultato finale che vuoi ottenere. Voglio segnalarti le principali decisioni da prendere: per aiutarti, ti pongo delle domande.

  • Che segnale vuoi inviare?
  • Che linguaggio vuoi utilizzare?
  • Quali canali vuoi sfruttare?

Ecco un vero Segreto Super Strategico: quando metti in moto i neuroni per trovare le risposte giuste, mettiti dalla parte del tuo candidato ideale. Hai un profilo del collaboratore che cerchi? Sì, l’abbiamo elaborato prima. Allora usa la testa, mettiti nei suoi panni e pensa a cosa, dove e come vorresti leggere il messaggio per esserne attratto.

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