LEADER SENZA SQUADRA… E VICEVERSA.
Si fa un gran parlare di Leadership e di Squadra come fattori essenziali del successo di un’attività specie se imprenditoriale. In effetti è così.
È così in tutti i settori dell’esistenza: sportivo, politico, militare, educativo, ecc. Ovviamente anche in quello aziendale, quello di cui mi occupo prevalentemente. A volte la questione viene “stranamente” posta in contrapposizione, come se un grande Leader fosse tale a prescindere dalla Squadra, e viceversa. Non è vero: sono due “realtà” imprescindibili, le due facce della stessa medaglia.
Chi afferma convintamente questo “assioma della contrapposizione” (Leader vs Squadra), spesso preferisce far intendere che Leader si nasce, quasi per scelta divina: privilegia cioè la visione fatalistica, individualista ed egocentrica rispetto alla prospettiva reale della crescita e dello sviluppo di un collettivo.
Forse questo atteggiamento individualista è una derivazione dettata dalla carenza di leadership a cui assistiamo in alcuni momenti della storia. In quei momenti si preferisce pensare all’uomo della provvidenza (mai a una donna, facci caso…), all’unto del signore, al designato dal popolo, e a tante altre mischiate del genere che ci hanno spmpre portato verso regimi dittatoriali e reazionari, anche nelle aziende.
A volte si ha l’impressione che la memoria sia manipolata in favore del “manigoldo” di turno. Forse è semplicemente una banale questione di propaganda volta a raggiungere l’apice, il potere, l’affermazione della propria “verità”, chissà…
Forse in momenti come questo la situazione è il frutto della costante pressione “ambientale” e dalla rincorsa individuale di piacere a qualcuno, dei follower a tutti i costi, ecc. Si tratta di bisogni essenziali per l’individuo, su cui il sistema specula per creare nuovi consumatori e, di conseguenza nuovi “spacciatori”.
Purtuttavia preferisco non gettare la responsabilità altrove: non fa parte del mio stile.
Per questi motivi mi chiedo:
- Cosa sarebbe un Leader senza Squadra?
- E d’altronde, cosa sarebbe una Squadra senza Leader?
Preferisco da sempre una visione collettiva, più olistica, in cui il Leader è parte integrante della Squadra. Il Leader ha delle precise responsabilità riguardo alle aspettative e, soprattutto, ai risultati. Così come la Squadra ha la consapevolezza di tradurre operativamente le strategie in risultati proprio insieme al Leader.

L’orchestra, il coro e il loro direttore sono l’esempio perfetto che preferisco e che utilizzo spesso come metafora nel percorso formativo dedicato appunto a questo binomio indissolubile. Quello che propongo da sempre.
Chi come me ha vissuto esperienze di coro o di orchestra comprende benissimo cosa vuol dire farne parte:
- l’obiettivo è unico, collettivo non individuale, ed è condiviso con tutti.
- Il brano da eseguire (o la lista dei brani da eseguire) è il traguardo comune da raggiungere.
- Il Direttore (Leader) è la persona che ha l’impegno di coordinare e armonizzare l’esecuzione.
- I singoli elementi hanno generalmente uno spartito da seguire ed eseguire, coordinandosi con gli altri elementi del gruppo e lasciandosi guidare dal Direttore.
- Il Direttore (Leader) suona l’orchestra che a sua volta si lascia guidare.
In fondo cosa fa la grande differenza? La capacità e la competenza dei singoli nella loro esecuzione (la loro singola partitura) e la maestria del direttore di mantenere in armonia (equilibrio) la partitura richiesta.
Qual è l’elemento fondamentale per questa magica fusione di intenti?
È certamente la fiducia reciproca. Il buon direttore ha bisogno di creare e gestire la fiducia da parte del gruppo e i singoli orchestrali hanno bisogno di sentire la fiducia di chi li guida per migliorare le prestazioni.
Successo, fallimento? Entrambi dipendono da questa alchimia, non dalle partiture che vengono scelte a priori sulla base delle capacità dell’intera Squadra, l’orchestra in questo esempio, direttore compreso.
Squadra che vince non si cambia è l’ottusa frase fatta che serve soltanto a mantenere lo status quo e impedire l’evoluzione del gruppo. Il cambiamento è possibile e necessario a tutti i livelli: è una scelta che stimola lo sviluppo delle abilità individuali e collettive. Quindi è bene porsi la domanda: Squadra che vince non si cambia? Credo che sia chiara anche la risposta…
È possibile cambiare qualsiasi elemento? Sì, certo, compreso quello del Leader. In effetti le grandi orchestre hanno la possibilità di migliorare anche grazie al cambiamento dei direttori che li dirigono. Il Leader può cambiare anche per se stesso regalandosi diversi modi di interpretare il suo ruolo per il suo bene e per quello di tutto il collettivo.
Come? Già, arriviamo sempre a questo punto. Potrei individuare una sfilza di criteri e di modalità che sono abbastanza frequenti nei percorsi di costruzione e gestione di una Squadra e del Leader.
In effetti per completare il percorso manca la parte saliente che è quella delle abilità (caratteristiche+competenze) individuali che si fondono in quelle collettive. Un percorso decisamente stimolante e complesso (non difficile) che affronto con le diverse persone che si mettono in gioco nei percorsi formativi, nelle aule e in azienda.
Lo esploriamo meglio in altri articoli su questo blog, ma, se hai fretta…
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