COME SCRIVERE UN OBIETTIVO?
La risposta al quesito posto nel titolo puoi riceverla da tante fonti. Basta avanzare la domanda, che è il primo passo per ottenere una risposta.
Tra le tante opzioni disponibili a cui chiedere la risposta oggi abbiamo a disposizione anche la tecnologia e la tanto decantata AI (o se preferisci IA, suono che ricorda il raglio di un asino, non trovi?) che può rispondere tecnicamente alla domanda.
La differenza della risposta consiste:
- nell’autorevolezza di chi risponde
- nella complessità del processo da realizzare
- nell’applicazione del metodo suggerito.
Per ognuna delle tre variabili di cui sopra si ottiene un risultato diverso. Per mia esperienza posso assicurare che il fattore più importante per scrivere un obiettivo è la sua applicazione pratica, cioè avere la volontà di mettere nero su bianco il proprio desiderio.
Questo aspetto ha valore a livello individuale e collettivo. Anzi, quando si tratta di determinare un obiettivo collettivo, come nel caso della Squadra, diventa essenziale che tutti si rendano partecipi nella stesura della definizione di obiettivo prima, e del raggiungimento del traguardo poi.
Quindi per prima cosa è importante che tutti comprendano cosa si deve fare concretamente per raggiungere l’obiettivo.
A COSA SERVE SCRIVERE UN OBIETTIVO?
In un periodo in cui ci sono sempre meno lettori in termini assoluti e persone in grado di comprendere un testo scritto (analfabetismo funzionale), credere che la scrittura aiuti a far comprendere meglio un obiettivo può sembrare velleitario.
Come vedremo si possono usare anche altri sistemi per redigere un obiettivo. In tutti i casi il passaggio dal pensiero al gesto di “scrivere” crea consapevolezza e concretezza per ciò che vogliamo ottenere. Certamente è questo l’aspetto essenziale.
Una volta che ho ben chiaro cosa voglio ottenere è più semplice trasmetterlo e condividerlo con altre persone.
Un obiettivo è molto più di un semplice desiderio. Quando lo si esprime scrivendolo ci si rende immediatamente conto di quanti aspetti siano determinanti per il raggiungimento del traguardo.

Nei progetti che propongo ai miei interlocutori utilizzo l’acronimo S.M.A.R.T.E.F. per scrivere un obiettivo corretto. Questo metodo aiuta a individuare i passaggi necessari per una formulazione corretta di un obiettivo.
Se vuoi approfondire ulteriormente i concetti espressi con l’acronimo S.M.A.R.T.E.F. puoi farlo leggendo l’ebook Il gioco di Squadra – Istruzioni per l’uso, che ho pubblicato nel 2022 e che è a tua disposizione in questo sito, basta richiederlo.
Va detto che si possono utilizzare altre formule, ma il senso della questione è lo stesso. Non si tratta di tecnicismi: la definizione corretta di un obiettivo lo rende chiaro, concreto e trasferibile ad altri.
Prendo in prestito una delle obiezioni più frequenti che mi vengono fatte quando sostengo la necessità di scrivere gli obiettivi, specie quando a raggiungerli si coinvolge un gruppo di persone (Squadra).
L’obiettivo può essere un limite?
Il vero limite sta nel fatto di accettare/subire il cambiamento richiesto da un obiettivo corretto. Un obiettivo in genere determina un nuovo Stato Desiderato, anzi nasce proprio dall’esigenza di raggiungere un miglioramento rispetto allo Stato Attuale. Presuppone di conseguenza un cambiamento. È quest’ultimo aspetto che crea resistenza e paura.
Dal mio punto di vista un obiettivo rappresenta invece una bussola che indica il percorso da compiere per raggiungere la meta.
Chi pensa che sia un limite, e lo fa in buona fede, principalmente vede il cambiamento come un ostacolo difficile da superare, un disagio per mettersi in gioco, una paura concreta di perdita di sicurezza.
L’obiettivo chiaro, concreto e condiviso (corretto per l’appunto) aiuta le persone a realizzare concretamente il percorso per ottenere i risultati voluti.

Tutti gli obiettivi sono concepiti per essere raggiunti ottenendo i risultati desiderati. Allo stesso modo possono essere mancati registrando uno scostamento da quanto previsto.
Questo aspetto deve essere ben chiaro: gli obiettivi rappresentano sempre dei risultati desiderati e sono ipotesi da realizzare.
Così come è altrettanto palese che senza individuare una meta specifica e concreta non sapremo mai se il risultato ottenuto è in linea con le nostre aspettative.
Quindi scrivendo un obiettivo corretto da un lato potremo avere la soddisfazione del raggiungimento e dall’altro il dispiacere di averlo mancato. La cosa certa è che scrivendo un obiettivo corretto daremo corpo e anima per raggiungere il traguardo che vogliamo.
Grazie a questa elaborazione scritta invieremo un imput al nostro cervello così da mettere in moto tutte le energie per ottenere ciò che abbiamo definito. Il focus sullo Stato Desiderato genera una predisposizione prima mentale e poi fisica per raggiungere l’obiettivo.
D’altra parte, la mancanza di obiettivi corretti crea la demotivazione e l’abbassamento delle prestazioni, sia a livello individuale sia collettivo. Questo aspetto è ampiamente dimostrato da tutte le ricerche scientifiche in tutti i continenti.
L’importanza di scrivere un obiettivo corretto non deve indurre nell’errore di considerarlo un dogma indiscutibile. La pratica, il percorso, la motivazione, i fattori interni ed esterni possono determinare sensibili scostamenti quantitativi, qualitativi e temporali rispetto a quanto previsto.
Con la pratica risulta tutto più semplice, anche i dovuti assestamenti e/o cambi di strategia in corso d’opera. È il cammino che si intraprende grazie alla definizione dell’obiettivo, della meta da raggiungere a mettere in moto tutte le energie positive, individuali e collettive.
Che ne pensi? Ci terrei molto ad avere la tua opinione e, se vuoi, a condividere le tue impressioni. Scrivi un tuo commento, grazie.
