LA FASE DELL'INSODDISFAZIONE

LA FASE DELL’INSODDISFAZIONE

Le 4 fasi della Squadra sono oggetto dell’ebook omonimo (lo trovi qui) e la fase dell’insoddisfazione rappresenta la seconda fase che viene presa in considerazione.

Probabilmente fino a questo punto l’esperienza vissuta all’interno della Squadra ha reso i membri (o alcuni di loro) insoddisfatti rispetto alle aspettative che si erano creati. 

L’insoddisfazione può riguardare: le aspettative (singole e collettive), il tempo, il ruolo, il Leader, le scelte effettuate, ecc. Indubbiamente sono fattori che destabilizzano la Squadra, mettendo a repentaglio il raggiungimento del traguardo.

È innegabile che esiste una discrepanza tra le aspettative e i risultati raggiunti. Già, perché mentre nella fase dell’Orientamento si trattava di un’intenzione, dopo un periodo di prova pratica l’intento lascia il campo all’analisi dei risultati ottenuti.

È naturale che la “lettura” di quanto sta avvenendo nel percorso della Squadra può avere diverse interpretazioni che, in quanto tali, sono soggettive. Sostanzialmente è quello che viene definito il “percepito” e che influenza l’umore e le motivazioni dei singoli e, di conseguenza, del collettivo.

Non prendiamo nemmeno in considerazione l’ipotesi della presenza all’interno della Squadra di “insoddisfatti cronici”, cioè di quelle persone che non si accontentano mai e che per indole non sono obiettive nel riconoscere i progressi tangibili ottenuti.

Spiace dirlo, ma queste persone sono deleterie a prescindere ed è bene liberarsene appena possibile o quantomeno renderle ininfluenti, sempre, in ogni caso, nella vita professionale e in quella personale. Sono le idrovore di energia che godono nel vedere gli altri fallire visto che loro non sono capaci nemmeno di darsi valore. 

Le domande fondamentali da porsi in questi momenti sono:

Per rispondere alla prima domanda, è importante delimitare il campo d’intervento, in altre parole dettare (o semplicemente ricordare) le regole di funzionamento della Squadra, che ovviamente riguardano comportamenti, tempi, ruoli, relazioni e scelte.

Per esempio, può essere proficuo programmare incontri periodici che indichino chiaramente cosa è possibile migliorare rispetto allo stato attuale e come farlo. Sono quelli che definisco i bit-stop del processo di sviluppo della Squadra, necessari per ricalibrare le energie necessarie per raggiungere gli obiettivi.

insoddisfazione - bambino

Un altro suggerimento utile è stabilire le priorità fra gli obiettivi dichiarati. Infatti, è bene allenare la Squadra a raggiungere obiettivi singoli, così da inculcare nel team la consapevolezza che può ottenere i risultati desiderati. 

Raggiungere questi ultimi è frutto della buona pratica risultante dall’applicazione di tutta la Squadra.

Per rispondere alla seconda domanda – “Cosa possiamo fare per superare questa fase?” – è necessario prendere in considerazione diverse tematiche. Eccone alcune:

Attenzione a non mollare troppo presto il percorso definito durante la fase dell’Orientamento, lasciando la Squadra in balìa dei flussi interpretativi di alcune persone. Sarebbe devastante per tutta la Squadra, non solo per il Leader.

Per usare una metafora, non basta lo starnuto di una persona per dichiarare la pandemia. Certo, è opportuno prendere in considerazione quello starnuto e applicare la cura migliore per evitare… il contagio. Ma è pur sempre uno starnuto e preso per tempo si risolve con pochi rimedi. 

Ricapitolando, le principali problematiche della fase dell’insoddisfazione sono:

La sana competizione tra le persone è quella forza che spinge a migliorarsi, dimostrando a sé stessi e agli altri di essere all’altezza del compito. Quando questa energia spinge verso l’area del duello “vita o morte” diventa devastante per tutta la Squadra.

Nel gioco di Squadra, l’altro membro non è il nemico: non può mai esserlo! È proprio grazie alla presenza di collaboratori diversi che diventiamo più forti e possiamo esprimere meglio il nostro potenziale.

Il potere, il riconoscimento e/o l’attenzione (considerazione) rappresentano dei pericolosi finti obiettivi che danneggiano l’intero team. Anche se funzioni e ruoli sono chiari e condivisi, si possono comunque manifestare delle aspirazioni diverse, mai delle lotte interne dilanianti.

Il Leader ha la responsabilità di cogliere le criticità che possono crearsi e di porvi rimedio, anche quando si tratta di una “rivolta” nei confronti di altri membri della Squadra o del Leader stesso.

La fase dell’Insoddisfazione è ciclica naturalmente e, a volte, dura molto più del dovuto perché è più facile girarsi dall’altra parte, far finta di niente, aspettare il giorno dopo (tanto passa).

Lo starnuto se trascurato può diventare contagioso e trasformarsi rapidamente in qualcosa di imprevisto e soprattutto di indesiderato. Un rischio troppo grande per non prestare la dovuta attenzione.

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