LE PERSONE ADATTE – 1° parte

“Prima vengono le persone e poi le strategie.” Claudio Fernández-Aráoz

Nei capitoli precedenti (ebook Coraggio, vieni fuori) abbiamo affrontato i diversi aspetti del percorso verso il traguardo. Ora prendiamo in considerazione il fattore decisivo: quello umano. La scelta delle persone adatte è per certi versi il filo conduttore di tutta la nostra esistenza, dalla più tenera età fino al trapasso nella sfera dello spirito.

Alcune correnti di pensiero contemplano persino la scelta dei genitori che ci concepiscono proprio perché attraverso loro iniziamo il percorso che ci porta alla realizzazione del motivo per cui la nostra essenza si trasforma in essere vivente.

Non bisogna necessariamente condividere queste teorie o altre che parlano di reincarnazione; molto più concretamente, le persone che incontriamo e ci accompagnano lungo il cammino determinano il risultato del nostro viaggio. Questo vale sia in ambito personale che in un contesto imprenditoriale.

Qualsiasi azienda ha bisogno di due categorie di persone: la clientela, senza la quale l’impresa non otterrebbe i ricavi necessari per la propria esistenza; e i collaboratori, che partecipano alla costruzione del progetto e con i quali scegliamo di raggiungere il traguardo. Comunque si tratta sempre di persone.

Da questa premessa deriva l’importanza di scegliere le persone adatte al progetto che abbiamo costruito per conquistare lo Stato Desiderato.

A chi tocca questo compito? Il proverbio dice che “il pesce puzza sempre dalla testa”; nel caso dell’impresa, vuol dire che il capo deve essere in grado di non far marcire il resto del “corpo” aziendale.

Se vogliamo vedere l’altro lato della medaglia, possiamo affermare che spetta al capo dare il buon esempio e comportarsi da leader più che da boss, quindi tocca al vertice scegliere i collaboratori più adatti allo scopo prefissato.

In questa sede non voglio parlare soltanto di leadership: ho già scritto diversi articoli in varie pubblicazioni cartacee e digitali e tengo regolarmente un corso dedicato proprio a questo delicato aspetto.

In questo momento voglio occuparmi esclusivamente del compito fondamentale del titolare, leader o manager che ha la responsabilità di guidare le persone lungo il percorso che conduce alla meta.

Qual è questo compito? Scegliere le persone adatte!

Se ti stai chiedendo “adatte a cosa?”, ti consiglio di rileggere le pagine precedenti di questa pubblicazione. Forse hai perso il filo conduttore di questo manuale e del metodo. Le persone che ti accompagneranno nel viaggio dovranno abbracciare il tuo progetto senza remore di alcun tipo, con grande entusiasmo e dedizione assoluta.

Ricordati anche di pagarle un giusto compenso adeguato all’apporto che offrono alla tua attività. In fondo è il modo più significativo che hai per dimostrare quanto apprezzi il loro impegno.

Queste stesse persone che hai scelto dovranno inoltre sviluppare le capacità necessarie per integrarsi, partecipare attivamente all’opera di costruzione del progetto, avere le abilità per gestirlo (almeno per le mansioni di loro competenza), oltre che padroneggiare la flessibilità e la capacità di adattamento alle diverse situazioni che dovranno affrontare per arrivare al traguardo.

È facile a dirsi e un po’ più complesso a farsi, giusto? A prima vista diremmo di sì, ma sta proprio nell’abilità del Leader sapersi circondare di persone adatte, le migliori disponibili in ogni singolo ruolo. È un vero e proprio lavoro, che può dare enormi soddisfazioni o delusioni a seconda della predisposizione a guidare gli altri.

Da sempre ritengo fermamente che essere eccellenti in una determinata professione o disciplina non vuol dire necessariamente saper guidare altre persone: vuol dire che si è maturata una padronanza più o meno elevata di una funzione, importante quanto si vuole, ma pur sempre parziale quando si tratta di essere riconosciuti come Leader o imprenditori.

Non basta essere estroversi, carismatici, empatici, saper comunicare una visione, fare promesse, avere intuito, ecc. Specialmente in Italia, per essere riconosciuti come Leader, imprenditori o dirigenti, sembrerebbe basilare essere figli del capo, mariti/mogli di o peggio ancora raccomandati da…

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Il Leader guida con l’esempio, restando sé stesso, mostrandosi giusto e flessibile. Al tempo stesso, sceglie le persone adatte con metodo. In particolar modo per questo secondo aspetto, il leader applica il sistema della ricerca continua: avere a fianco le persone migliori lo appassiona al punto che non può fare a meno di escogitare qualsiasi metodo non solo per cercare i collaboratori, ma soprattutto per migliorare le loro prestazioni.

È un’attitudine irrefrenabile, direi compulsiva, che sfocia spesso in aspetti maniacali. Grazie alle esperienze pluriennali vissute direttamente, posso confermare che è meglio essere guidati da Leader che credono ciecamente nella crescita delle persone adatte piuttosto che da squallidi “scaldasedie” che si preoccupano esclusivamente della posizione acquisita e della propria carriera.

  • Tu cosa pensi di rappresentare per i tuoi collaboratori?
  • A quale categoria di Leader ti iscriveresti?

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