FAI LA SCELTA GIUSTA?

“Prendi tutte le tue decisioni in base quanto sarebbe esilarante fare quella cosa.”
Aubrey Plaza

Fai attenzione: non mi riferisco solo all’aspetto economico, ma alle ripercussioni sull’autostima (la considerazione che abbiamo di noi stessi) e spesso anche sui rapporti con gli altri. Basterebbero solo queste implicazioni per comprendere che è bene non affidarsi soltanto all’esperienza o addirittura al caso. Questa è l’occasione per rifletterci sopra e verificare il nuovo metodo che ti propongo. Partiamo?

Ogni giorno siamo chiamati a fare delle scelte, a prendere delle decisioni. In teoria cerchiamo di barcamenarci fra le varie opzioni per poi fare la cosa giusta; in pratica non sempre ci riusciamo: seppur ispirati dalle migliori intenzioni, spesso i risultati non sono quelli desiderati, vero? A proposito: lo sai che “decidere” deriva dal latino ed è composto da de– e caedĕre, che significa “tagliare via”? Già, proprio così. Adesso lo sai!

Mi chiederai: e adesso che lo so? 

In generale, la conoscenza è fondamentale per un percorso di consapevolezza prima e di responsabilità poi, quando si fanno delle scelte. È il solito dilemma fra competenza e incompetenza (o fare le cose a casaccio che dir si voglia). 

Qui, in questo spazio, non facciamo trattati linguistici, anche se ci rendiamo conto che ce ne sarebbe un estremo bisogno. Vorremmo aiutare gli imprenditori, professionisti e tutti coloro che si apprestano a diventarlo a raggiungere il loro Stato Desiderato

Quindi in questo articolo ti chiedo: 

Personalmente e professionalmente. In base al livello aziendale, ti sollecito a domandarti: 

Sono poche domande, le cui risposte possono aprire la porta (o meglio la mente) e permetterti di scoprire le possibili alternative che hai a disposizione prima di fare la scelta giusta per te. Dal mio punto di vista, questo vuol dire occuparsi del benessere dell’imprenditore/professionista e aiutarlo a crescere, senza pontificare e senza pozioni magiche da suggerire. 

Lo so benissimo che questo tipo di approccio e, in generale, il porre domande è in contrasto con la tendenza di chi preferisce che siano gli altri a prendere le decisioni, per poi rendersi conto che erano solo promesse, mentre le questioni più complesse restano irrisolte, esattamente come prima. 

Scusa la franchezza, ma chi vuoi che si occupi di te? 

So benissimo che questo tipo di domanda fa riflettere e a volte spaventa. Fare domande fa parte del mio lavoro da moltissimi anni e in questo lungo periodo ho conosciuto fin troppe persone (imprenditori/professionisti e non) che evitano di affrontare le questioni e continuano imperterriti a fare ciò che hanno sempre fatto. Dicono sempre di avere qualcosa di più urgente da fare. I risultati? Mah, scarsi, anche dal loro punto di vista, eppure… niente! Magari in questo momento la colpa dell’esito carente la affibbiano alle guerre o alle catastrofi naturali… così come magari fino a qualche tempo fa era tutta colpa della pandemia! 

È quel comportamento che tecnicamente viene definitivo self-serving bias, cioè la tendenza a prendersi il merito dei propri successi attribuendo ad altri la responsabilità dei fallimenti. È un atteggiamento che spinge all’inerzia, all’indecisione e all’imitazione, quindi a rinviare le scelte, consolandosi con il fatto che molti altri si comportano allo stesso modo. Atteggiamento sostenuto spesso dalla superbia e dall’arroganza specie quando sia ha la responsabilità della gestione di un’attività…

Anche quando i risultati non sono ottimali, piuttosto che mettersi in gioco, iniziare a porsi domande per trovare nuove soluzioni si procede con indolenza sperando che qualcosa cambi… È pazzesco, non trovi? 

Purtroppo sono davvero pochi gli umani evoluti che si mettono in moto in maniera pro-attiva e scelgono la giusta direzione. Guarda caso, sono quelli che si fermano a riflettere, si pongono le domande e poi, trovate le risposte adeguate, iniziano ad agire. Ci vorrebbero molti più Leader evoluti! Lo auspico da tempo, l’ho scritto anche nel mio libro i 10 comandamenti per l’impresa alimentare, ma ritengo che ci sia ancora bisogno di spingere e pungolare gli imprenditori/professionisti in questa direzione. 

Certo, all’inizio uscire dalla zona di comfort richiederà più tempo: capita a tutti. Poi però il meccanismo diventa sempre più rapido e automatico, fino a raggiungere il livello ideale, in cui il 30% del tempo è dedicato alla ricerca interiore e il 70% alle azioni strategiche per realizzare le scelte giuste. Detta così sembra semplice. Beh, posso garantirti che lo è. È solo questione di allenamento e di abitudine.

Certo, se non lo hai mai fatto, puoi aver bisogno di un mentore o di un coach che ti supporti soprattutto in tre fasi fondamentali: 

Senza un continuo confronto interno ed esterno sull’andamento del proprio percorso è molto difficile che si possano correggere alcuni dettagli fondamentali per raggiungere lo Stato Desiderato. Non a caso gli imprenditori di successo ricorrono spesso al supporto di un coach per ottimizzare i loro sforzi e raggiungere i risultati in minor tempo. 

Ecco le ultime domande che voglio porti: 

Ormai non è più il momento di aspettare o di ricordare in maniera nostalgica i tempi che furono. Lo tsunami è già passato, altri ne arriveranno e vogliamo essere pronti a evitarne gli effetti catastrofici: la storia e gli scienziati ci dicono questo. 

Prima che il cataclisma inghiotta tutto, comprese le aspirazioni e i desideri, lasciando definitivamente il campo all’incertezza, alla paura e al panico, è giusto mettersi in gioco e trovare la giusta direzione. Una? No! Più di una. 

È proprio questo il motivo per cui/per questo motivo che nel programma Coraggio, vieni fuori parliamo di “architettura delle scelte”: la scelta giusta è quella più consona per te, per il tuo carattere, la tua identità, le tue aspettative e i risultati attesi

Non esiste una formula preconfezionata e, se posso darti un consiglio, ascolta le opinioni  degli altri e soprattutto ascolta te stessə: interroga il cuore, la mente, la pancia, e segui la tua passione!!! Sbaglierai? Può darsi… ma puoi sempre riprendere il tuo percorso con maggiore esperienza. Fare la scelta giusta non è un dogma: è l’aspirazione di chi sceglie una direzione e si mette in cammino per raggiungere lo Stato Desiderato.

Il programma previsto nell’ebook Coraggio, vieni fuori è quanto di più semplice, libero ed economico tu possa sperimentare per fare la scelta giusta. Se vuoi, puoi verificarlo tu stesso. Su “cosa” puoi verificarlo? È un metodo adatto per scelte sia semplici che complesse. Alcuni esempi pratici: gestire e ottimizzare gli orari di lavoro/servizio, la customer care, le modalità di delivery, scegliere i collaboratori, lanciare una nuova linea di prodotti/servizi, ricavare il tempo libero da dedicare a se stessi, ecc.

Soprattutto, ci tengo a sottolinearlo, è il programma adatto per ridefinire il tuo ruolo di imprenditore/professionista e di Leader all’interno e all’esterno dell’attività. 

Come avevo già indicato nel mio libro i 10 comandamenti per l’impresa alimentare, abbiamo bisogno di un nuovo imprenditore che sappia guidare la sua attività e, più in generale, il settore del cibo verso nuovi traguardi eco-sostenibili. Questa è l’occasione unica e irrinunciabile per cambiare decisamente passo e sperimentare un programma che permette di ottenere grandi soddisfazioni personali e professionali. 

Che aspetti?

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