L’INGRANAGGIO PRODIGIOSO DEL SUCCESSO
“Per qualche motivo, non credo che esistano sommità tali che non possano essere scalate da un uomo che conosca il segreto per realizzare i propri sogni. Secondo me, questo segreto speciale può essere sintetizzato nelle quattro C, che sono: curiosità, fiducia, coraggio e costanza. La più importante è la fiducia: quando credi in qualcosa, credici fino in fondo, incondizionatamente e indiscutibilmente.”
Walt Disney
Perché Walt Disney?
Perché credo che sia un sognatore di successo come pochi.
Come sempre all’inizio di un percorso o alla ripresa di un progetto c’è una fase in cui è lecito sognare, esprimere dei buoni propositi e magari trasformare i desideri in obiettivi concreti e risultati tangibili.
Walt Disney mi sembra il genio più rappresentativo per evocare il passaggio cruciale dal sogno alla sua realizzazione. E poi diciamola tutta: Walt Disney è un mito, almeno per quelli della mia età, perché ha saputo realizzare i suoi sogni e ha fatto sorridere intere generazioni con i suoi personaggi e le sue storie.
Particolare non trascurabile, ha costruito un sistema imprenditoriale che per anni è stato il punto di riferimento per tutti coloro che volevano operare nel mondo del fumetto, dei media e dell’intrattenimento. Oggi trascorso quasi un secolo dal suo sogno, il suo progetto “delirante” portato dalla piattaforma Disney+ che continua ad essere un punto di riferimento internazionale nel sistema dell’intrattenimento.
Walt Disney parla del “segreto speciale” per realizzare i sogni e indica nelle quattro C i driver per convertirli in risultati. Per inciso, in lingua inglese le quattro C sono: curiosity, confidence, courage, constancy.
Rimarca che la confidence (la fiducia) è la più grande di tutte.
Come dargli torto? Se non credi incondizionatamente in quello che fai, chi vuoi che ci creda a posto tuo? La vera questione però è un’altra e te la sottopongo con una domanda:
cosa sei disposto a fare per ottenere ciò in cui credi?
Beh, sai, a parole tutti, ma proprio tutti sono capaci di di avere buoni propositi, promettere e… arrendersi alle prime difficoltà! A volte siamo talmente convincenti, anche con noi stessi, che finiamo per crederci: dichiariamo che faremo il massimo per… Ma spesso, troppo spesso non accade proprio nulla!
La responsabilità maggiore è da attribuire alle convinzioni autolimitanti, che sono difficili da sradicare e sostituire con altre più adatte ad affrontare il momento di trasformazione che stiamo vivendo. Insomma, ci raccontiamo delle belle favole che non riusciamo a trasformare nei risultati desiderati.

La fiducia è la più grande leva potenziante che si conosca, che, di solito, contribuisce a costruire una forte motivazione.
È la fiducia che ti costringe a mettere tutto in gioco, a volte persino la vita o la libertà (come nel caso di Walt Disney) pur di arrivare al traguardo. Ma la fiducia e la motivazione da sole non sono sufficienti: ci vogliono l’azione, il coraggio di uscire dalla propria routine e di mettersi in cammino verso la nuova meta.
In un’attività imprenditoriale generalmente questi percorsi si fanno in compagnia dei soci, dei collaboratori e/o dei mitici consulenti. A volte le persone che ci sono vicine (e che abbiamo scelto) preferiscono suggerirci la prudenza, l’inerzia del quieto vivere, il tirare a campare e segnalarci tutte le difficoltà o i problemi che possono insorgere. Problemi, ma mai soluzioni!
Quando comprendono che stiamo andando diritti verso la meta, quella che loro stesse non potranno mai raggiungere e che probabilmente non hanno ancora nemmeno individuato, aumentano la frequenza e il volume delle loro “raccomandazioni”. Non sempre hanno cattive intenzioni, anzi: sono convinte di farlo per il nostro bene.
Sostengo da tempo che certi “maestri consiglieri” è bene allontanarli subito, non appena manifestano mancanza di fiducia nei nostri confronti. Sì, certo, è bene ascoltare i suggerimenti di tutti, per poi farsi una propria opinione e soprattutto ascoltare se stessi.
Se posso permettermi un buon consiglio (pur non richiesto), eviterei di farmi suggerire come si conduce una pasticceria da un benzinaio o come si fidelizzano i clienti dai fancazzisti dei social, come successe nel 2016 a due miei clienti: i professionisti e gli imprenditori del mondo del cibo meritano molto di più. Per usare una metafora attinente, è vero che tutti possono prendere una matita e scarabocchiare su un foglio (io per primo), ma per diventare Walt Disney credo che ci voglia qualcosa in più, non trovi?
Dico questo perché vorrei che, specie in questi momenti in cui siamo invasi da opinionisti, consulenti, para-guru e fancazzisti di qualsiasi specie, vengano finalmente riconosciute le abilità (skills, se preferisci) necessarie per essere speciali nel sistema eno-gastronomico, e non solo.
Mi piacerebbe che i nostri talentuosi (P)artigiani migliorassero le proprie conoscenze nel campo dell’accoglienza, della promozione e della gestione delle proprie attività; che avessero il giusto riconoscimento del pubblico e della clientela; che le loro attività imprenditoriali prosperassero senza dover ricorrere ai sotterfugi più beceri; che venissero alla luce nuovi talenti pronti a rimpinguare il nostro cospicuo e ineguagliabile patrimonio umano e professionale; che fossimo tutti pronti a sostituire la diffidenza con la fiducia, la paura con il coraggio, l’indifferenza con la curiosità e la partecipazione, la variabilità e l’instabilità (economica e finanziaria) con la costanza e la solidità.
Dici che è solo un sogno? Mi viene in mente la canzone “Imagine” di John Lennon… ma resto umilmente con i piedi per terra. Mi impegno ogni giorno e senza riserve a essere più concreto, per far sì che tutto questo sia realizzabile in ogni parte d’Italia e della “rete”.
Ciò che ci impedisce di realizzare i nostri sogni sono le abitudini, le convinzioni limitanti e i troppi “maestri” sempre prodighi di ottimi consigli spesso non richiesti. Sai, a volte quando li guardo e li ascolto, mi fanno tornare in mente la vecchia strega malvagia di Biancaneve che, se ben ricordi, era la perfida regina del reame. Per fortuna sappiamo come va a finire la favola e abbiamo fiducia che possiamo farcela seguendo il nostro sogno in compagnia dei nostri … sette nani, i cosiddetti “segreti speciali”.

Cosa suggerisco di fare? Sarò lapidario:
- Dai forza al tuo sogno con azioni congruenti e conseguenti.
- Fregatene dei cattivi consiglieri e di tutti quelli che si lamentano (sì, lo so, sono tanti, ma ti assicuro che puoi fare a meno di loro).
- Sii disposto a morire (se necessario) per il tuo sogno.
- Quando sei in cammino, ogni tanto fermati, recupera le energie spese e… riparti.
- Festeggia con i tuoi compagni di viaggio.
Ti lascio con un consiglio millenario:
“Non è tanto dell’aiuto degli amici che abbiamo bisogno, quanto della fiducia che essi ci aiuterebbero nel caso in cui ne avessimo bisogno.” Epicuro
Che ne pensi? Ci terrei molto ad avere la tua opinione e, se vuoi, a condividere le tue impressioni. Lascia un tuo commento, grazie.
