STATO ATTUALE E STATO DESIDERATO – 1° PARTE
Questo articolo è liberamente tratto e ispirato dal capitolo dell’ebook Coraggio, vieni fuori che trovi qui.
Prima di esplorare il come e il cosa fare per realizzare lo Stato Desiderato è bene riflettere sul perché mettersi in marcia ed esplorare le possibili conseguenze.
Ognuno di noi vive pensando di realizzare i propri desideri: si chiama evoluzione e ci aiuta a vivere una vita migliore o perlomeno a lavorare per ottenerla. Infatti è risaputo che il solo desiderio o il sogno da solo non produce niente di concreto: servono azioni, fatica e risultati concreti per ottenere il mitico Stato Desiderato.
Qualunque sia la meta che si vuole raggiungere esiste una situazione di partenza, che viene definita Stato Attuale, di cui bisogna tener conto per comprendere quale possa essere il percorso ottimale per la soddisfazione del desiderio.
Lo Stato Attuale d’altronde è quello che generalmente corrisponde alla zona di comfort. Ognuno di noi si sente a proprio agio nella propria zona di comfort e non tutti vogliono rischiare di superare quello stato.
Mettersi in gioco produce sostanzialmente un cambiamento emotivo che alcuni affrontano con coraggio e altri vivono con paura al punto di rinunciare per non entrare in questo stato di imbarazzo.
Pertanto, prima di metterci in movimento la prima azione da compiere è quella di valutare bene lo Stato Attuale, la situazione da cui muovere per raggiungere il traguardo. La seconda è quella di valutare attentamente lo stato emotivo che il desiderio produce, proprio per chiedersi: ne vale la pena? La risposta a questa domanda è decisamente soggettiva e sono le proprie condizioni emotive a determinarne l’esito.
Fatta questa premessa, ecco il testo rielaborato del capitolo dell’ebook Coraggio, vieni fuori

Pensaci bene prima di rispondere e fai attenzione a cosa provi mentre scrivi le tue risposte. A questo punto, ti consiglio di prendere un quaderno e una penna o di aprire un file sul tuo dispositivo preferito per rispondere alle domande. Farlo ti aiuterà a fissare le idee e a iniziare il percorso per giungere al traguardo.
Non ti piacciono le tabelle? Mi spiace, non voglio limitare la tua creatività… È che negli anni, con l’esperienza, ho compreso che il nostro cervello è pigro; in alcuni casi preferisce seguire uno schema, avere dei punti di riferimento che possono facilitare il faticoso lavoro di uscire dal conosciuto e iniziare un nuovo percorso.
Mi chiedo spesso: chi sono io per limitare l’espressività altrui? Vuoi essere creativo e uscire dagli schemi prefissati? Disegna, immagina, escogita la modalità che più ti appartiene e ti rappresenta per dare forma al tuo Stato Desiderato, il tuo traguardo.
Il mio vuole essere soltanto un pungolo, uno stimolo per rispondere alle domande che mi vengono poste più frequentemente:
- Da dove inizio? Come posso iniziare concretamente?
- Qual è il primo passo da compiere?
“Ogni lungo viaggio inizia con un piccolo passo”, ci dice Lao Tzu, considerato il fondatore del Taoismo.

Una precisazione: in questo caso utilizzo la metafora della scalata della montagna, non per la difficoltà delle azioni da compiere, quanto per la dinamica degli effetti che ogni scelta determina.
Ogni risultato è frutto di un percorso, che a sua volta è il prodotto della scelta compiuta, anche quando si tratta di scalare una montagna. Immaginiamo appunto che la cima della montagna rappresenti il tuo traguardo e che, prima di metterti in cammino, sia opportuno elaborare alcune ipotesi: le montagne non sono tutte uguali e la vetta della medesima montagna può essere raggiunta utilizzando vie diverse, giusto?
La risposta che hai appena dato è determinata dalle tue esperienze, conoscenze e convinzioni attuali e persino dal tuo temperamento. Come abbiamo già visto in altra parte dell’ebook Coraggio, vieni fuori, tutti questi fattori condizionano le nostre risposte. Quindi, anche se alcuni di questi percorsi sono già stati esplorati da altri “scalatori”, non è detto che siano tutti alla tua portata e, soprattutto, che tu voglia seguire i consigli di chi ha già vissuto quell’esperienza.
In fondo, se sei un amante del pericolo e pensi di essere estremamente creativo e “rivoluzionario”, puoi sempre prediligere una tua scelta autonoma. Ritengo che in qualunque caso, prima di proseguire nel percorso verso il tuo traguardo, che definiamo Stato Desiderato, sia opportuno chiedersi:

Non ti avevo già detto che avresti avuto bisogno di un quaderno e di una penna per prendere appunti?
Nel caso della scalata, come in qualsiasi situazione di cambiamento da affrontare, il quaderno può non essere sufficiente. Serve uno strumento più elaborato degli appunti: è necessario un vero progetto che ti consenta di sviluppare il tuo Stato Desiderato. Ed è proprio per questo che ti suggerisco di utilizzare gli schemi che ti propongo: ti aiuteranno a mettere a punto coerentemente le fasi del cammino verso il tuo traguardo.
Già, perché, come le tappe di avvicinamento alla vetta della montagna, le fasi non sono tutte uguali. Richiedono preparazione, competenze, tempi e strumenti diversi a seconda del “grado di difficoltà” da affrontare e superare. Per questo motivo, il progetto che intendi realizzare deve essere strutturato per fasi, per ognuna delle quali va decisa la migliore opzione possibile.
È un processo che gli studiosi delle scienze comportamentali definiscono “Architettura delle scelte” e lo approfondiremo nella seconda parte di questa pubblicazione.
Più il tuo desiderio di cambiamento è inesplorato, più avrai bisogno di approfondire tutti gli aspetti che ogni singola decisione comporta, compresa l’eventualità di rinunciare all’idea iniziale (punto 6). Esattamente come per la scalata della montagna, nel processo del cambiamento è necessario considerare gli elementi e le implicazioni che lo compongono e soprattutto il livello di soddisfazione che otterremo una volta giunti al traguardo.
Questo è un punto essenziale:
ogni beneficio dipende dalle scelte
che si compiono.
Una volta raggiunto il traguardo, è evidente che il piacere scaturito dal beneficio acquisito deve essere rapportato allo sforzo necessario per ottenerlo ed è essenziale che sia superiore all’impegno profuso.
Altrimenti, usando un’espressione idiomatica, “il gioco non vale la candela”. Il cambiamento non va vissuto come un azzardo, una scommessa. Certo, un margine di rischio c’è sempre in qualsiasi sfida e non è concepibile costruire un progetto che escluda totalmente il margine d’errore. L’errore fa parte del percorso e dovresti essere pronto ad affrontarlo e altrettanto abile a correggerlo.
Procediamo quindi seguendo la sequenza riportata nella Tabella 2. La risposta alla domanda n. 1 scaturisce da altri quesiti:
- Perché vuoi farlo?
- Perché proprio tu?
- Perché proprio ora?
Le motivazioni sono determinanti per scoprire la reale volontà di mettersi in gioco. A volte il cambiamento non avviene proprio perché le motivazioni sono scarse e alle prime difficoltà crollano miseramente. Per realizzare uno Stato Desiderato nuovo, per raggiungere un traguardo ignoto è fondamentale uscire dalla propria zona di comfort e, pertanto, mettersi in discussione, iniziando proprio dalle motivazioni.
Continua …
Che ne pensi? Ci terrei molto ad avere la tua opinione e, se vuoi, a condividere le tue impressioni. Lascia un tuo commento, grazie.
