LA GESTIONE A CASACCIO NON PAGA… MAI!
2° parte
Per parlare dei profitti ho pensato di scomodare un mio grande contemporaneo, Bill Gates, che dice: “Penso che il concetto di business sia molto semplice: perdita o profitto. Prendi le vendite, sottrai i costi e ottieni questo numero importante. È pura matematica.” È vero ed è molto semplice.
Quello che rende ostico questo concetto è la gestione dei costi e dei ricavi e la conseguente amministrazione burocratica e fiscale. È vero, ed è una questione di competenze specifiche: i profitti, come dicevamo, sono una cosa seria e non si possono affidare al primo che capita.
Non tutti nascono per sfruttare il talento in ambito scientifico e matematico; molti pensano di potersi esprimere meglio in altre attività. E poi diciamola tutta: i creativi e “alcuni” umani fanno fatica a entrare nel mondo degli amministrativi e dei matematici. Questa difficoltà però non può essere un alibi per coloro che si disinteressano delle sorti economiche e finanziarie della propria attività.

“Tanto ci pensa il commercialista…” Quante volte lo sento dire e ogni volta mi viene da pensare che qualcuno ancora immagina di vivere nel paleolitico inferiore o crede alle favole… Ti risparmio il sermone che conoscono molto bene gli allievi dei miei corsi e i miei clienti.
Voglio farti solo una domanda: ti sei mai chiesto da che parte sta il tuo commercialista? Se pensi che stia dalla tua parte solo perché ti aiuta a eludere e/o evadere i profitti e le tasse conseguenti, ti sbagli, credimi, e di molto.
Anche in questo caso, è una questione di responsabilità e di “architettura delle scelte” che sta a monte del profitto. Il profitto o la perdita è solo il risultato tangibile del binomio responsabilità e scelta. Sono certo che comprenderai che tocca all’imprenditore prendersi cura della propria attività.
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Ora però, non potendo dedicare troppo tempo e spazio per risolvere le questioni di fondo che portano ai profitti (giusti e legittimi), voglio suggerirti alcune semplici azioni per aumentarli. Se non sei un imprenditore e non aspiri a esserlo, non perdere tempo ad applicare i consigli che ti darò: puoi investire meglio le tue risorse.
Voglio darti delle semplici indicazioni per comprendere cosa fare concretamente. Prima però consentimi una domanda: tra i ricavi e i costi, quali sono i numeri che dovresti conoscere meglio? La risposta giusta è entrambi, ma dovendo scegliere tra i due, cosa diresti?
Tra le due ipotesi (quanto spenderò e quanto incasserò), la più precisa è quella dei costi, quindi in termini economici delle spese e in quelli finanziari delle uscite. Quali sono i principali costi della tua azienda? Se non li conosci, sei davvero inguaiato, direbbero i miei amici campani. Tutto ciò che acquisti e che spendi per la tua attività rappresenta il totale dei costi, quelli che definiamo i Costi Totali dell’impresa.
Alcuni direbbero che ci sono dei costi fissi e variabili, ma il discorso diventerebbe lunghissimo e a volte complicato, a seconda del tipo di impresa di cui parliamo. Eppure in qualsiasi caso, arriviamo al concetto dei Costi Totali che determinano la sostenibilità di un’attività.
Si tratta del cosiddetto BEP (Break-Even Point) o punto il pareggio. Ma pareggio con cosa? Con i ricavi, perdinci, che sono tutto quello che incassi dalla vendita dei tuoi prodotti/servizi. Quando le entrate arrivano a coprire le uscite, si dice che si raggiunge il punto di pareggio o BEP, per gli amici (non solo campani). I ricavi sono quindi fondamentali per coprire i costi e per determinare i profitti (o le perdite). Ecco chiarita la sottrazione di cui parla Bill Gates.
Ma allora perché ti consiglio di concentrarti sui costi? Semplicemente perché il totale dei costi è in buona parte frutto dell’architettura delle scelte di cui parlavo prima, quelle che ogni imprenditore può e deve fare per la tutela del suo investimento.
Ecco solo alcuni esempi di tipo lineare: quanto spazio e quale magazzino avere a disposizione; quali prodotti acquistare, da quale fornitore; quali tipi di pagamento effettuare; quanti e quali collaboratori (diretti e indiretti) avere a disposizione; quale tipologia di contratto avere per la gestione immobiliare (proprietà, locazione, ecc.); quali e quante risorse energetiche sono fondamentali per l’attività.
Ognuna di queste scelte comporta un risultato economico che incide sulla sottrazione tra i ricavi e i costi totali, quella che determina il BEP, i profitti o le perdite. È evidente che, tanto più la gestione delle spese è fatta a casaccio, tanto maggiore sarà il rischio di disperdere buona parte dei ricavi nei mille rivoli delle uscite.

C’è poi l’elemento essenziale per la definizione dei prezzi di vendita dei prodotti/servizi offerti. Domande: Come stabilisci i prezzi di vendita se non conosci i costi totali della tua attività? A casaccio? Sei sicuro che ci guadagni?
Nella mia esperienza ho visto troppe volte che almeno il 25% dei prodotti a listino o in vetrina sono assolutamente inutili per l’economia dell’impresa. Dirò di più: sono dannosi, ed è proprio per questo che dopo un’attenta analisi, l’imprenditore li inserisce nel quadrante da eliminare.
L’azione fondamentale da fare è l’analisi dei costi totali dell’attività, qualunque sia la sua natura, l’assetto societario e la dimensione aziendale. Senza un’attenta e costante verifica dei costi della tua attività, qualsiasi altro sforzo è inutile: i ricavi saranno sempre erosi dalla gestione approssimativa e/o a casaccio.
Dall’esame dei costi puoi stabilire le diverse incidenze percentuali che le voci di bilancio hanno nel totale dei costi. Per esempio, puoi scoprire che, fatto 100 il totale dei costi sostenuti dalla tua attività nel periodo preso in esame (normalmente un anno), l’incidenza percentuale delle materie prime destinate alla produzione è del 23,5%. Se applichi questa percentuale al totale dei costi delle materie prime utilizzate nella ricetta dei cornetti (per esempio 0,28 € per ogni singolo pezzo), puoi determinare il BEP del prezzo di vendita del cornetto stesso.
Come dici? Vuoi la formula matematica. È una semplice proporzione ed è questa: 23,5 : 100 = 0,28 : X. Di conseguenza le operazioni da fare sono: X = (0,28 x 100) : 23,5. Quindi il BEP dei tuoi cornetti è di 1,19 €. Che fare? Lascio a te la valutazione, la responsabilità e la scelta. Questo è il tuo compito.
Il nostro è quello di fornirti le indicazioni e gli strumenti per realizzare il tuo Stato Desiderato e ottenere i profitti indispensabili per la tua impresa. Lo facciamo in maniera semplice, concreta ed efficace e riteniamo che sia accessibile a tutti. Se vuoi approfondire questi o altri aspetti, puoi continuare a leggere i nostri articoli. Diversamente, puoi sempre continuare a gestire la tua attività a casaccio o a c.d.c. (ma di questo ti parlerò in un prossimo articolo).
Forse ai tempi dei nonni era tutto più facile e redditizio, ma quell’epoca è finita e, nonostante la nostalgia, hai il dovere di prenderti cura della tua attività ora e nei prossimi anni. Ai tuoi nonni lascia i piacevoli ricordi dei tempi che furono e la sapienza di realizzare ricette dal gusto eccellente.
Sono ancora sostenibili? A te la risposta…
Testo liberamente tratto da un mio articolo apparso sulla rivista “Pasticceria Internazionale” nel gennaio del 2019
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