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PARTI DALLA FINE

“La nostra epoca sembra caratterizzata da una perfezione di mezzi e da una confusione degli obiettivi.”
Albert Einstein

parti dalla fine

Sono cresciuto con il sano “mito” dell’obiettivo.

L’ho sempre interpretato come quel desiderio di raggiungere una meta e di individuare il percorso più consono per raggiungerla. Come molti occidentali, ho spesso confuso la fede, la passione e la “fame” con la mia aspettativa, e, sostanzialmente, i sogni con gli obiettivi.

Poi, con l’esperienza, ho scoperto che oltre alla determinazione e alla forza di volontà per raggiungere i traguardi servono tanta fatica e, a volte, un colpo di C… (classe!!!)

Oggi con la maturità ritengo che la tanta confusione derivi da due fattori essenziali:

  1. Obbedire agli obiettivi degli altri, senza saper riconoscere, costruire e realizzare i propri.
  2. Confondere la meta e il relativo percorso da compiere per raggiungerla, con il procedere casuale, troppo spesso abitudinario.

Nel primo caso sono tantissimi gli attori e i fattori che condizionano la nostra libera scelta: la famiglia, l’ambiente reale e virtuale in cui cresciamo e viviamo, la realtà che ci imprigiona, le aspettative esagerate, ecc. Tante, forse troppe, variabili per un solo cervello e un solo cuore.

Senza considerare il fatto che esiste qualche fantomatico leader o para-guru, che ha un suo seguito straordinario di seguaci, e che intende farci credere che noi esseri umani non serviamo più a niente. Secondo la loro dottrina oligarchica e fascista siamo soltanto dei consumatori che nelle loro scelte devono essere guidati dagli algoritmi e dall’Intelligenza Artificiale.

Tutte queste variabili e tendenze pericolose incidono pesantemente sulla nostra volontà, o su quel che resta di essa, con ritmi sempre più sfrenati.

E poi diciamo la verità: è più facile seguire il gregge o il branco piuttosto che diventare il leader di se stessi.

Ho già scritto diffusamente di questi aspetti nell’ebook Coraggio, vieni fuori, ideato e realizzato durante il lockdown, e sono moltissime le pubblicazioni che confermano questa affermazione: senza un obiettivo chiaro e preciso si corre il rischio di girare a vuoto su se stessi e di disperdere molte delle proprie risorse. Per chi mi legge per la prima volta chiarisco che quando parlo di risorse mi riferisco principalmente a tempo, denaro e persone.

Da qui la crescita di insoddisfazione, ansia, stress, malattie (vere e proprie), senso di solitudine (hai mai sentito parlare degli Hokikomori? Affronto questa tematica in un altro articolo, sempre su questo blog) e inadeguatezza rispetto a quanto siamo chiamati a fare per essere… Chi? Che? Cosa? Già, è proprio questo l’essenza della questione.

  • Chi vuoi essere e cosa vuoi e puoi fare per diventarlo?
  • Questa è domanda corretta a cui rispondere.

Il suggerimento che offro sempre, sia a livello personale che professionale, è quello che un tempo definivo un Segreto Super Strategico: parti dalla fine!!!

Tra i tanti prima di me, S.R. Covey lo indica con autorevolezza nel suo libro Le 7 regole per avere successo,una pietra miliare per la formazione professionale. Il senso della regola “Parti dalla fine” è proprio semplice ed efficace: prendi consapevolezza di ciò che vuoi diventare e di quale percorso devi affrontare.

Occhio a non barare con te stesso e, come per tutti gli obiettivi, a rendere quel percorso compatibile con i tuoi attuali mezzi a disposizione. Non serve essere felice per desiderare di esserlo: tutte e tutti possono diventarlo a condizione che lo vogliano e sappiano poi percorrere la strada più idonea per raggiungere la meta della felicità.

Per esempio, ultimamente trovo persone in ambito professionale che ancora si sorprendono quando chiedo loro brutalmente: quanto vuoi guadagnare quest’anno? Dopo il solito, antico e stucchevole imbarazzo di chi non è abituato a ragionare sui valori piuttosto che sulle passioni, chiedo a bruciapelo:

  • cosa sei disposto a fare (concretamente) per raggiungere quel risultato?
  • Se si riprendono da questo shock iniziale, arriva la terza richiesta: perché vuoi conquistare questa meta?

Parti dalla fine, appunto, chiediti il perché vuoi diventare quella persona che vuole essere felice di raggiungere quel traguardo, qualunque esso sia. D’altronde se lavori in un’attività imprenditoriale mica sei lì per beneficenza e/o per fare volontariato. E se non hai chiaro perché, come e cosa vuoi raggiungere chi altri pensi lo farà al tuo posto?

Parti dalla fine, specie se vuoi guidare un gruppo di persone lungo il percorso per raggiungere un obiettivo. Chi vuoi che ti segua se non hai chiaro cosa vuoi e non sei capace di trasmetterlo con chiarezza e passione? Chi si butterebbe nel fuoco per la tua dannatissima aspettativa?

In conclusione, e sempre applicando il principio della realtà tanto caro a Julio Velasco (La realtà e como è e non come vorrei che fosse), parti dalla fine e decidi se vuoi guidare te stesso e gli altri oppure farti guidare dagli altri e correre sulla ruota della fortuna.

Buona vita

Se vuoi approfondire questi e altri temi legati alla Leadership, Squadra dei collaboratori e Progetti di sostenibilità, continua a seguire questo blog.
Se ti fa piacere e vuoi approfondire una tematica in particolare scrivimi.
Non indugiare, fallo subito.

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