PERCHÉ VADO A VOTARE?

So bene che la possibilità di votare non è stato un regalo, ma una conquista fatta dal popolo con anni di lotte; così come la democrazia in Italia non ce l’hanno regalata i Savoia, ma l’abbiamo conquistata con il voto prima e con il referendum poi.

Non li ho mai amati non voglio averli. Non amo neppure quelli che mi pagano per lavorare per loro: li stimo, li supporto, e cerco di aumentare il valore del loro lavoro e/o della loro impresa, ma non li amo. 

Figuriamoci se posso amare quelli che io pago per sentirmi dire: Non andare a votare, come ha fatto il Presidente del Senato. 

Non voglio padroni: voglio rappresentanti del popolo, scelti dal popolo, che si mettano al suo servizio e che sappiano rappresentarlo nei diritti e nei doveri. Primo fra tutti rispettare sempre la vita democratica e la Costituzione della Repubblica Italiana.

Odio i menefreghisti, i qualunquisti, quelli che con il loro comportamento si rendono complici silenti dei fascisti, oggi come allora, come sempre. 

Antonio Gramsci ha scritto il libro “Odio gli indifferenti” e lo ha fatto dal carcere dove fu rinchiuso dal regime fascista proprio per le sue idee. 

La stessa sorte toccò a Spinelli, Rossi, Colorni, Pertini e tantissimi altri: deportati, esiliati, massacrati e uccisi. 

Ora non vorrei che dovessimo tornare in galera per continuare a elaborare idee meravigliose per il nostro futuro. La libertà l’abbiamo conquistata grazie anche al loro lavoro intellettuale, politico e quotidiano.

Né tantomeno posso dimenticare che quelli che incarcerarono i progressisti di allora si sono macchiati dei peggiori crimini di quella e di questa epoca: gli stessi che votarono le leggi razziali in Italia, deportarono centinaia di migliaia di ebrei, sindacalisti, antifascisti.

Allora insieme ai nazisti furono responsabili della deportazione e del massacro degli ebrei e degli oppositori: mentre oggi si rendono responsabili delle deportazioni degli immigrati e della convivenza con governi che sterminano altri popoli.

Per ottenere questo diritto non voglio combattere una nuova guerra di Resistenza e di Liberazione, ma vorrei poter lasciare questo diritto alle generazioni che verranno dopo la mia.

dove ognuno viene riconosciuto cittadino a tutti gli effetti, con i suoi diritti e i suoi doveri, nell’ambito delle regole di convivenza pacifica che la comunità adotta. 

Questo grande progetto progressista lo abbiamo ereditato dai Padri costituenti e dai visionari di Ventotene. 

I fascisti, allora come oggi, non hanno mai partecipato alla stesura della Costituzione né tantomeno alla costruzione delle regole per la nostra democrazia in Italia e in Europa: loro erano impegnati a progettare stragi e colpi di stato con l’appoggio degli apparati deviati e delle mafie di ogni tipo. 

Sono gli stessi che oggi rivendicano il diritto di poter stravolgere i contenuti di quella Costituzione contro la quale hanno sempre combattuto, ma su cui hanno giurato per essere rappresentanti del popolo.

Le guerre e le catastrofi sono volute dai nazionalisti, fascisti, nazisti, spalleggiati dai padroni reazionari che mirano a conquistare e mantenere il potere: le guerre portano soltanto distruzione e miseria anche quando si pensa di aver vinto. 

La pace ci dona la possibilità di crescere e di migliorare il livello di vita di tutti i cittadini e possiamo continuare a farlo senza dover distruggere il pianeta che ci ospita e senza dover affamare altre popolazioni.

in Italia, in Europa e nel mondo. 

Qualcuno ha provato a dirci che i concetti di destra e sinistra sono superati… già sono gli stessi “sfascisti” che si rendono complici dei padroni e dei fascisti. 

Se non prendi posizione se non sei partigiano e se non lotti per la tutela e l’allargamento dei diritti sei semplicemente un conservatore, reazionario e fascista: così è sempre stato e, sono certo, che sia ancora il sogno delle destre nazionaliste e dei loro complici.

padroni, magnati della finanza, tecnofascisti, mafiosi, lobbisti reazionari, fascisti… hanno volti diversi dai loro predecessori e le loro organizzazioni si chiamano in maniera differente da quelli di 100 anni fa, ma la matrice, la radice, le origini sono le stesse.

Il loro progetto è sempre lo stesso: comandare con il potere del denaro, della forza e delle armi. Denaro che spesso rubano in vario modo dalle casse dei rispettivi stati che dicono di voler difendere, senza rispettare le regole e togliendo i diritti a tutti gli altri.

A me non interessa come si chiamano: so che, non potendo andare indietro nel tempo e tornare al Medioevo, vogliono portarci nell’EGOEVO, magari su Marte, dopo aver distrutto il nostro pianeta. In un mondo dove solo chi detiene il potere finanziario ed economico ha il diritto di governare sulle masse, che sono sempre disposte a pagare i favori concessi dai padroni. 

A me non interessa se sono psicolabili, tossicodipendenti, squilibrati, affetti dalla sindrome di Hubris, dalla demenza senile, … o più semplicemente degli inaffidabili cazzoni. Ci sono tante persone affette da malattie ben più gravi che aspettano di essere curate: consiglio loro di mettersi in fila per farsi accudire e di rispettare il loro turno!

Non voglio nemmeno più perdere tempo a discutere se quel criminale di PEL DI CAROGNA e i suoi complici siano ancora degni di parlare a nome di tutti gli americani o se la BALLISTA SGUAIATA e il suo entourage di familiari e servi siano la versione moderna del fascismo nel nostro paese: queste discussioni le lascio ai pollivendoli, opinionisti e ai mentecatti che girano nei media per guadagnarsi la pagnotta.

So bene che la stragrande massa delle persone ha tutto da perdere a farsi comandare da questi squilibrati, comprese quelle classi produttive (imprenditori e lavoratori) che hanno prosperato in questi ultimi 80 anni di pace e di sviluppo. Come faccio a saperlo? Non mi affido ai sondaggi, li incontro tutti giorni, ovunque, e cerco di ascoltarli.

So molto bene che i giovani, le donne e gli anziani sono quelli che hanno sempre pagato il prezzo più alto. Sono gli stessi gruppi che ora rischiano di perdere anche la prospettiva di realizzarsi come esseri umani, dignitosamente senza rinunciare persino alla speranza di poter vivere serenamente in pace e in democrazia.

Con loro e per loro vado a votare convinto che il mio e il loro voto facciano la differenza tra la nostra visione del mondo e quella degli scellerati che vorrebbero ridurci alla fame e al silenzio. 

È questa la posta in gioco, ora come non mai, ed è proprio per questo che vado a votare. Lo considero un dovere per tutte e tutti piuttosto che un diritto sancito dalla Costituzione.

Ah, dimenticavo: questa volta voterò 5 Sì!

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