Schema PDS

I 7 BUONI MOTIVI PER SCRIVERE IL PROGETTO DI SOSTENIBILITÀ

“Il problema della mia vita e di quella delle altre persone non è non sapere cosa si debba fare, ma non farlo!”
Peter Drucker

Il nostro mondo è pieno di persone e di buoni propositi: tutti dicono di volerli realizzare, me compreso.

Poi, nella realtà, ci accorgiamo che alcuni (la stragrande maggioranza) non sanno come realizzarli, o meglio, non riescono a trasformarli da propositi in risultati concreti (rappresentano circa l’80% della popolazione adulta: diverse fonti descrivono e/o testimoniano questo dato, ma per citarli avrei bisogno di tutto lo spazio a disposizione).

In questa categoria di persone, che simpaticamente definisco gli “irrealizzati”, convivono moltitudini che si specializzano nel “lamento a prescindere” e nella distruzione dei progetti altrui. 

Basta guardarsi attorno per rendersi conto dell’ampiezza di questa categoria. Molti di loro, più della metà, ti chiedono di fare (o di non fare) proprio ciò che loro non sono mai riusciti a realizzare: questi sono i più pericolosi.

Ma non ho tempo da dedicare a loro, specie in questo spazio. Posso solo darti un consiglio: se puoi evitali, così avrai più energia a disposizione. 

Preferisco occuparmi di persone che vogliono raggiungere i loro obiettivi impegnandosi nel perseguire i risultati desiderati, anche se non sempre sanno come farlo. 

Sei d’accordo?

Ecco un ottimo motivo per scrivere il Progetto di Sostenibilità, per brevità chiamato PDS.

Molto spesso mi fanno notare che il PDS è l’equivalente del business plan: sì, è vero, ma solo in parte. Non so se hai mai scritto un business plan, ma posso dirti in quali occasioni normalmente viene scritto e presentato: quando devi chiedere un finanziamento a qualche istituzione finanziaria. In pratica, quando stai cercando qualcuno che finanzierà il tuo progetto. 

Ecco allora una serie di numeri, statistiche, ROI, ROE, indici, indicatori ed elementi contabili che servono a sostenere la finanziabilità del progetto. 

Generalmente i miei amati Partigiani del Gusto e tantissimi altri piccoli imprenditori sanno poco di tutte queste cose e si rivolgono a commercialisti, esperti finanziari, consulenti che, a volte, sono “complici” proprio di quelle istituzioni a cui chiedono i finanziamenti. 

È come se chiedessi al diavolo di indicarmi la strada per uscire dall’inferno: curioso, non trovi? Direi drammatico! Specie al giorno d’oggi, quando sono proprio le istituzioni finanziarie a cercare qualcuno che le finanzi per coprire l’enorme debito accumulato grazie alle “sciocchezze” fatte nel corso degli anni.

Sempre in questa rubrica, in un altro articolo, abbiamo affrontato la definizione degli obiettivi di successo. Analizzando le regole SMARTEF, nel precedente articolo abbiamo parlato anche della lettera F, che fa parte dell’acronimo. La lettera F sta per le parole Felice e Finanziabile.

Quindi, qualunque sia il risultato che vuoi raggiungere attraverso il tuo obiettivo, ricordati che devi essere felice mentre lo scrivi e ancora di più quando lo avrai raggiunto… senza dimenticare di renderlo finanziabile.

Il PDS ti aiuta a rendere chiaro il percorso da compiere per raggiungere i tuoi risultati. 

Lo fa chiedendo Fiducia (altra bellissima parola che inizia con la F) a te stesso, ai tuoi clienti, ai soci, ai collaboratori e a quanti potrebbero essere interessati al tuo progetto, magari investendoci dei soldi.

Lascia che ti esponga cosa succede quando aiuto diversi tuoi colleghi a scrivere il PDS. Ci si accorge che lo slancio iniziale per raggiungere i risultati desiderati svanisce di fronte alla consapevolezza del percorso da fare. 

Sono troppe le “cose” da cambiare (in primis il cambiamento delle abitudini consolidate) e non sempre si valuta che ne valga la pena. Solo pochi trovano le motivazioni giuste per superare gli ostacoli e affrontare un percorso impegnativo sotto tutti i punti di vista.

Molto spesso ci troviamo di fronte a progetti che richiedono risorse non disponibili, prima fra tutte il tempo. Ed è bene metterlo subito in conto, prima di avviare un percorso che altrimenti risulterà approssimativo nel migliore dei casi o fallimentare, con buona pace dell’autostima personale e della fiducia di tutte le persone coinvolte.

Ecco perché ho pensato di indicarti i 7 buoni motivi (più uno speciale) per scrivere il tuo Progetto di Sostenibilità. Sono certo che al termine di questo articolo prenderai la decisione giusta e sarai in grado di valutare quanto ti interessano i tuoi propositi e cosa sei dispostə a fare per trasformarli in risultati.

Qualunque obiettivo SMARTEF ha bisogno di una strategia per realizzarlo. La strategia è come una rotta che va definita e verificata periodicamente (ne abbiamo già parlato in un altro articolo). 

Lungo il percorso si possono presentare degli imprevisti e vengono alla luce soluzioni che non avevamo immaginato. A volte le migliori intuizioni arrivano in momenti diversi da quelli dell’azione: il nostro cervello non vuole “stare sul pezzo” tutto il tempo, nel senso che sprigiona la sua massima creatività quando gioca e si diverte oppure è in una condizione di totale relax.

La stesura del PDS aiuta a vedere il percorso del progetto sotto altri punti di vista, specie se lo condividiamo con le persone che vogliamo coinvolgere (soci, clienti, collaboratori, finanziatori, ecc.).

Lo strumento più idoneo è lo SWOT, che viene usato inizialmente proprio per elaborare la strategia per raggiungere i risultati desiderati. 

Spesso succede che questo strumento, una volta compilato, venga abbandonato senza essere “aggiornato” con l’evolversi del percorso. Riprendere periodicamente i punti di forza, quelli di debolezza, le opportunità e le minacce del proprio obiettivo è salutare per l’intero progetto. 

Lo SWOT è la vera bussola di tutto il PDS  e, quando viene usato, ha un potere rassicurante ed energetico, perché riesce a ricordarci quali sono i veri motivi per cui vogliamo realizzare il nostro obiettivo.

Specialmente di questi tempi è fondamentale avere ben chiaro a quali progetti destinare le risorse che abbiamo a disposizione o quelle che faticosamente riusciamo a procurarci sul mercato. 

Il piccolo imprenditore e tantissimi altri dirigenti e responsabili di aziende più grandi vive di passione ed è soggetto a facili innamoramenti che, a volte, rischiano di vanificare progetti fondamentali per la sua azienda. 

Il mio consiglio è di realizzare un progetto alla volta, facendolo nella maniera più rapida possibile, senza polverizzare le risorse a disposizione in troppe pseudo-priorità.

Il PDS è il timone che consente di seguire la via indicata, generalmente quella che conduce dallo Stato Attuale allo Stato Desiderato nella maniera più efficiente ed efficace. 

La dispersione, la distrazione più o meno consapevole o la rincorsa delle opportunità e delle “facili occasioni” può portarci molto lontani dal nostro obiettivo. Il PDS descrive esattamente tutte le operazioni e le azioni strategiche da compiere per raggiungere i risultati desiderati.

Questo aspetto è meglio sviluppato in altri articoli sulla creazione e conduzione della Squadra. Vorrei sottolineare che, così come non si nasce artigiano e/o imprenditore, non si nasce nemmeno Leader: lo si può diventare. 

  • Perché è necessario un Leader? 
  • Hai mai visto una nave senza un capitano? 
  • Hai mai visto un’orchestra senza direttore?
  • Hai mai visto una squadra senza un vero Leader in campo e fuori? 
  • Hai mai visto realizzare grandi progetti senza qualcuno (il Leader) che sapesse condurli con passione e disciplina? 

Perdonami la presunzione, ma penso di conoscere le tue risposte. Ed è per questo che il PDS aiuta a comprendere di quali abilità (caratteristiche+competenze) hai bisogno per sviluppare la tua Squadra ed esserne il degno Leader.

Qualunque obiettivo vogliamo raggiungere comporta un cambiamento all’interno dell’attività. Il cambiamento implica dei rischi più o meno grandi. Il primo che mi viene in mente, e che verifico costantemente, è proprio la resistenza al cambiamento. 

Tutti all’inizio dicono di voler cambiare, migliorare, sviluppare (i buoni propositi). Poi, quando il PDS ci mette di fronte al piano d’azione e agli impegni richiesti a ciascuno dei membri della Squadra, Leader compreso, ecco che iniziano le difficoltà e affiorano i rischi. 

A molti sembrano insormontabili: basta semplicemente prevederli, tirare fuori il “coraggio del cambiamento” e trovare soluzioni alternative.

Cosa chiedere, perché, a chi e come: ecco le vere questioni da sciogliere. Che si tratti di impegni, forniture, finanziamenti, agevolazioni, poco importa. 

In genere un Progetto di Sostenibilità Aziendale porta tanti benefici se tutte le persone coinvolte comprendono fino in fondo lo scopo del progetto e il “senso” dell’operazione. In poche parole, è necessario catturare la fiducia dei tanti attori coinvolti, per primi i clienti.

Non è necessario arrivare al termine del percorso per trovare i risultati desiderati: molto spesso mettersi in viaggio per raggiungere una meta provoca un senso di appagamento e dà valore a tutte le sfide che si vogliono affrontare. 

Prova a pensarci e mettiti in gioco.

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